Brasile Patrimonio dell’Unesco


Il Brasile coloniale e il Patrimonio dell’Unesco

Tra le tante risorse che questo immenso e meraviglioso Paese può offrire ai tanti viaggiatori che intendono scoprirne tutte le diverse sfaccettature, mi piace sottolineare la ricchezza di testimonianze di storia e di arte che questo popolo può vantare grazie alla commistione razziale e culturale che si è “innescata” a partire dall’arrivo dei portoghesi nel secolo XVI.

Immigranti di diverse parti del mondo sbarcarono nel Paese, portando le loro storie, le loro tradizioni ed i loro stili architettonici. Una ricchezza sottolineata dalla presenza in Brasile di numerosi siti dichiarati “Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco”

L’architettura brasiliana contempla dalle grandi case coloniali europee di Olinda, nello Stato di Pernambuco, al progetto moderno della capitale Brasilia, passando per le vie ripide di Ouro Preto e i centri storici di Salvador, di São Luís, di Diamantina e di Goiás. E ancora da segnalare: le rovine gesuitiche-guaraní di São Miguel das Missões e il Parco Nazionale della Montagna della Capivara.

Camminare per i vicoli del Centro Storico di Olinda

Olinda

Olinda

dove si mescolano stili architettonici del XVI, XVII e XVIII secolo è un’esperienza unica. Il gruppo di case coloniali colorate, caratteristica del popolamento portoghese coloniale e la imponenza delle sue chiese contrastano con il verde intenso della vegetazione tropicale ed il blu del mare, trasformando Olinda in un luogo indimenticabile.

Inaugurata nel 1960, Brasilia è una vera opera di arte moderna a cielo aperto. La città edificata come nuova capitale della Repubblica e il suo Piano Pilota costituiscono un esempio di applicazione dell’urbanistica moderna. Brasilia è stata la prima città moderna a ricevere il titolo di Patrimonio Mondiale dall’UNESCO, nel 1987.

Ma il primo bene culturale brasiliano iscritto dall’UNESCO nell’Elenco del Patrimonio Mondiale (settembre 1980) è stata la storica Ouro Preto. Antica capitale della Provincia di Minas Gerais, la città si pone in risalto per la ricchezza architettonica: possiede il più grande e più omogeneo complesso barocco del mondo, permettendo al visitatore di ritornare al XVIIIº secolo in una affascinante passeggiata lungo le sue vie.

Numerose sono le testimanianze dell’’influenza portoghese nell’architettura e nella storia sociale di numerose città brasiliane. Tra queste l’UNESCO ha inteso valorizzare in particolare alcuni centri storic

Sao Luis do Maranhao

Sao Luis do Maranhao

São Luís, la “città delle ceramiche” con i suoi 3.500 edifici vincolati dalle facciate rivestite con i preziosi materiali che arrivavano dalla madre patria; il complesso artistico ed architettonico del centro storico di Diamantina (che deve il proprio nome all’intensa attività di estrazione di diamanti), prezioso testimone dell’adattamento di modelli europei ad una cultura originale, perfettamente integrata nel panorama locale; il centro storico di Goiás, ultimo ad essere iscritto dall’UNESCO tra le sue eccellenze (nel 2001) per essere un esempio dell’occupazione umana nella regione centro-occidentale del Brasile.

Infine il centro storico di Salvador, considerata oggi la capitale culturale del paese, che presenta ai visitatori le caratteristiche di tutti i periodi attraverso i quali è passata. Famosa per la sua storia, per essere una città multiculturale, per il sincretismo religioso, per il popolo ospitale ma anche e soprattutto per la ricchezza del suo centro che conserva fino ai nostri giorni la struttura urbana originale del XVIº secolo con le grandi case a due piani, cappelle, chiese, basiliche, palazzi, palazzine, parchi, oltre alla raffinatezza delle ceramiche portoghesi e reliquie in metalli preziosi che adornano questi luoghi.

Il breve excursus si concludse con due insediamenti di eccezionale valore socio culturale: il Parco Nazionale della Montagna della Capivara e le Rovine gesuitiche-guaraní di São Miguel das Missões

Localizzato nello stato del Piauí, il Parco Nazionale della Montagna della Capivara possiede, in totale, 406 siti archeologici, tra cui 206 presentano dipinti rupestri disseminati su grandi pareti di roccie sedimentarie che rappresentano aspetti della quotidianità, danze, riti e cerimonie degli antichi popoli preistorici che hanno abitato la regione. Oggi, il Parco è amministrato dalla Fondazione Museo dell’Uomo Americano (Fumdham), di carattere privato, in partnership con l’Istituto Brasiliano dell’Ambiente e delle Risorse Naturali Rinnovabili (Ibama), e offre un’ottima struttura per le visite, con sentieri tracciati e guide specializzate.

Conoscere la Regione delle Missioni

Sao Miguel das Missoes

Sao Miguel das Missoes

significa percorrere un viaggio nel tempo che ci fa rivivere l’arrivo dei primi preti Gesuiti della Compagnia di Gesù, nel 1603, per convertire gli indios guaranì alla fede cristiana. Nelle comunità realizzate dai gesuiti, vivevano migliaia di indiani guaranì catechizzati, in un sistema di cooperazione sociale che combinava la solidarietà e la reciprocità della cultura guaranì alle innovazioni tecniche portate dall’Europa (come la scrittura, la stampa e la metallurgia). Il progetto sviluppò un’architettura, una pianificazione urbana ed un modo di vita considerati unici in tutta la storia dell’umanità. Per la grandiosità del suo significato storico e culturale, il luogo è stato riconosciuto nel 1983 dall’UNESCO come uno dei più importanti itinerari turistici culturali del mondo.

L’invito è insomma a guardare al Brasile anche con altri occhi, ad intraprenedere un viaggio che non è fatto solo di mare e spiagge ma anche di itinerari di eccezionale portata storica a tal punto da essere considerati un patrimonio per l’intera Umanità.

by Antonio


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2 risposte a Brasile Patrimonio dell’Unesco

  1. Filippo ha detto:

    Veramente credo che riuscire a vedere tutto quello che offre il Brasile non basti una vita. Mare, monti, foreste, una natura da urlo, arte, artigianato, antichità e un popolo meraviglioso. Un viaggio sicuramente è poco.
    Una delle zone che mi incuriosisce maggiormente è la Regione delle Missioni che immagino sia uno scrigno pieno di storia e curiosità, devo organizzarmi per riuscire a visitare quei posti.

  2. Pingback: blogring.org

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